Le Opere Principali del Louvre

Il museo del Louvre certamente non ha bisogno di presentazioni, conosciuto e amato in tutto il mondo, costituisce una tappa obbligatoria per chi visita la Ville Lumiére e ne sono una testimonianza i più di 9 milioni di visitatori all’anno.

Scopriamo insieme le sezioni del Louvre e le opere più importanti contenute al suo interno.

La storia del Louvre dal castello alla piramide

Le opere principali del Louvre

Le nuove sedi del Louvre Abudabi e Lens

Forse non tutti sanno che la storia del museo del Louvre è in particolare del suo edificio è ricca di cambiamenti e ristrutturazioni che hanno modificato il suo aspetto. Originariamente, infatti, il Louvre era una vera e propria fortificazione realizzata nel 1200 per difendere Parigi dalle incursioni Normanne.

Fu grazie al re Francesco I e all’architetto Pierre Lescot che l’antica fortezza venne trasformata in un primordiale palazzo reale.

Con il trascorrere dei secoli, diversi illustri personaggi si avvicinarono al Louvre ma sicuramente i più noti furono: Luigi XIV conosciuto come il “re Sole” che intorno alla metà del 1600 intraprese dei lavori di ristrutturazione dell’edificio per trasformarlo in una lussuosa residenza nella periferia Parigina e Napoleone I e Napoleone III che con le loro conquiste e i sistematici furti di opere contribuirono ad accrescere la collezione del museo. 

Oggi il museo si presenta ulteriormente modificato dalle grandi ristrutturazioni di Francois Mitterand che, negli anni 90′, affido il compito l’architetto Ieoh Ming Pei la realizzazione della famosa Piramide del Louvre oggi simbolo indiscusso del museo.

Quali sono le opere principali del Louvre?

Il museo del Louvre si divide in diverse sezioni, per la precisione tredici, che possiamo definire “tematiche”

Antichità Orientali

Una collezione che comprende I territori della Mesopotamia, dell’Iran e del cosidetto “Levante” che indica la costa mediterranea del vicino Oriente (Siria, Libia, Israele…). In questa sezione in cui possiamo trovare l’opera più antica conservata al Louvre, ovvero una piccola statua datata a circa VII millenni a.C.  Ma anche il Codice di Hammurabi autentica capolavoro della civiltà Babilonese 

Antichità Egiziane

Ovvero i reperti provenienti dall’antica popolazione che si sviluppo’ lungo le rive del fiume Nilo. La collezione é per importanza e numero dei reperti la terza al Mondo dopo il museo del Cairo e di Torino.

Dipartimento delle antichità Greche, Etrusche e Romane

Il dipartimento venne costituito con la nascita dell’impero di Napoleone I e annovera nella collezione opere quali la Venere di Milo e la Nike di Samotracia e il sarcofago etrusco detto “Degli sposi” di Cerveteri.

Dipartimento dei dipinti italiani dal 1200 al 1700

Sicuramente la sezione più importante e più visitata del museo. Nella grande galleria si ripercorrono i secoli più rigogliosi della storia dell’arte italiana con opere di Giotto, Cimabue, Piero della francesca, Mantegna, Antonello da Messina, Leonardo, Raffaello, Caravaggio, Guido Reni. 

Dipartimento dei dipinti spagnoli dal 1600 al 1700

Decisamente meno nota conserva opere di pittori come El Greco, Murillo.

Dipartimento dei dipinti francesi dal 1300 al 1900

L’altro grande dipartimento dei dipinti da Poussin, de la Tour, Le Brun, Rigaud, fino ad arrivare alla scuola del 1800 con David e Delacroix

Dipartimento della scuola del nord

Il dipartimento più comunemente noto della pittura olandese.

Dipartimento di Scultura

la sezione di scultura comprende la scuola italiana in cui sono presenti capolavori di Michelangelo “i Prigioni” e di Canova “Amore e Psiche”. Seguono le opere degli scultori francesi dal 1600 al 1800  come Rude, Puget.

Le collezioni non finiscono, sicuramente meno note sono le sezioni di “Oggetti d’arte” e Arti dei Africa, Asia e Oceania.

Info sull'autore dell' articolo Simone Prosperi

Una passione fortissima per la pallacanestro, un campo perfetto dove poter esprimere tutto se stesso… e poter correre per la vittoria.
Dissero di lui: “Simone! Un ragazzo caparbio, un bel mancino!”
Ha capito tante cose da quel giorno e ha continuato il suo cammino come se l’essere mancino fosse una vera qualità, quella marcia in più per riuscire, per scoprire il mondo.

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