Hip hop: la festa della cultura di strada

Il Festival della Street Dance celebrerà una delle discipline di ballo più coinvolgenti e spettacolari degli ultimi anni: l’hip hop.

L’hip hop nasce negli anni settanta-ottanta e ballato al ritmo del funk e del old school rap subì ben presto diverse contaminazioni da parte della breakdance. del popping e del locking.

A metà degli anni ottanta è in atto una vera e propria rivoluzione musicale che segnerà il boom della cultura hip hop: la musica viene campionata e stravolta grazie ai gruppi MC’s, Stetsasonic, KRS One, Ultramagnetic MC’s, Eric B and Rakim e ballerini come  Peter Poul Scott, Buddah Streatch, Henry Link creano nuovi passi e coreografie sincronizzate alla perfezione con quei pezzi.

In questo periodo, nel Bronx di New York, iniziano i primi  Block Party grazie a Kool Herc, musicista, produttore e discografico giamaicano trapiantato in America e considerato il padre dell’hip hop.

Durante questi party i ragazzi si esibivano in nuove tipologie di ballo e battute rap tanto che vennero ben presto definiti “Master of Ceremonies” o più comunqmente MC proprio perchè a loro era affidato il compito di catturare l’attenzione dei passanti e di intrattenere il pubblico.

E’ la rivolta della cultura di strada, da sempre ghettizzata, che come un fiume in piena coinvolge tutte le espressioni artistiche la musica e la danza, appunto, ma anche l’arte, con la street art e i suoi writers, la moda e il design il tutto su un unico grande palco: la strada.

Perchè è proprio sui marcapiedi di New York, allora, e di Parigi, in questa occasione, che si svolgeranno performances di beatboxing, proiezioni e mostre fotografiche retrospettive, installazioni artistiche e live painting, battaglie di breaking, bukin, jerkin’, tutting e tanto altro ancora.

Data da segnare, quindi, sul calendario 7 maggio 2016; la festa dell’ hip hop celebrato in tutte le sue espressioni da artisti di fama internazionale.

Il difficile sarà rimanere fermi!

Scopri la proposta di Tour di Parigirando sulla Street-art a Parigi!

Info sull'autore dell' articolo Simone Prosperi

Una passione fortissima per la pallacanestro, un campo perfetto dove poter esprimere tutto se stesso… e poter correre per la vittoria.
Dissero di lui: “Simone! Un ragazzo caparbio, un bel mancino!”
Ha capito tante cose da quel giorno e ha continuato il suo cammino come se l’essere mancino fosse una vera qualità, quella marcia in più per riuscire, per scoprire il mondo.

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