Il caffè inferno

Il Caffè inferno, è stato sicuramente uno dei locali più stravaganti e singolari di Parigi.

Fu innaugurato verso la fine del XIX secolo e rimase aperto fino a metà del XX attraendo sin da subito l’elitè degli artisti e degli intellettuali del’epoca catturati dal peculiare e ironico arrendamento curato nei minimi dettagli.

Situato nel quartiere le Pigalle, il Caffè dell’inferno divenne un punto di ritrovo e l’emblema, insieme al Moulin Rouge, di una Parigi del divertimento e della trasgressione, del vivere al di sopra delle righe.

L’ingresso del caffè dell’inferno era un’enorme bocca aperta di un mostro mentre i camerieri erano vestiti da diavoli e i clienti impersonificavano senza troppe remore il ruolo dei peccatori. La sala principale era affrescata da altorilievi raffiguranti mostri e dannati. Un locale tra l’inquietante, il grottesco e l’ironico i cui spettacoli, tutti a tema, ottennero spesso il tutto esaurito.

Poco dopo, e questo sottolinea il grande sarcasmo del popolo parigino in quel periodo storico, aprì accanto il Cabaret Le Ciel, ispirato invece al Paradiso. Qui i camerieri erano vestiti da angeli e gli spettacoli, chiaramente, ispirati ai temi religiosi ed ecclesiastici.

Per farvi rivivere l’atmosfera dell’epoca vi riporto un video che raccoglie alcune immagini esclusive sia degli interni che degli artisti che si esibirono in questo locale.

E’ proprio il caso di dire che è un vero “peccato” che questi luoghi che hanno fatto la storia, non siano stati tutelati e abbiano chiuso.

L’idea di avervi fatto conoscere questo luogo riuscirà forse a mantenere vivo il ricordo e chissà magari a fornirvi lo spunto per aprirne uno!

Info sull'autore dell' articolo Simone Prosperi

Una passione fortissima per la pallacanestro, un campo perfetto dove poter esprimere tutto se stesso… e poter correre per la vittoria.
Dissero di lui: “Simone! Un ragazzo caparbio, un bel mancino!”
Ha capito tante cose da quel giorno e ha continuato il suo cammino come se l’essere mancino fosse una vera qualità, quella marcia in più per riuscire, per scoprire il mondo.